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giovedì 8 marzo 2012

Basta copyright e brevetti, per il progesso dell'umanità


Brevetti, copyright e monopoli sono un ostacolo alla creatività e all'innovazione. Servono solo a mantenere lo status quo e la posizione di dominio di alcune aziende, che a loro volta sono diventate ciò che sono proprio perché nate in un'epoca con meno vincoli - quando violare un brevetto era più facile e meno rischioso.
Lo afferma Rick Falkvinge sull'ormai famoso Torrent Freak. L'autore è un editorialista abituale della testata, e anche il fondatore del Partito Pirata svedese, il primo che vide la luce circa tre anni fa. E per spiegarlo parte da lontano, cioè da quando nel XVI secolo la Gran Bretagna introdusse il concetto di diritto di autore e le etichette Made in XYZ.
Prometeo violò il brevetto sul Fuoco e la pagò cara, ma gli uomini ringraziano
Secondo l'autore da quel momento la Germania guadagnò un duraturo vantaggio nelle competenze ingegneristiche, perché il sapere e la conoscenza potevano circolare più liberamente. Falkvinge prosegue poi citando le case farmaceutiche - nate e cresciute in assenza di regole - e si chiede "se i monopoli intellettuali sono così necessari per il successo, perché i giganti farmaceutici odierni furono fondati nella loro totale assenza?".
E poi c'è Ericsson, che fondò i propri affari infrangendo un brevetto della tedesca Siemens, e che poi fu a sua volta derubata. O Samuel Slater, che nel 1789 memorizzò tecnologie inglesi e le importò "illegalmente" a New York: oggi è considerato un eroe nazionale, non un criminale.
Persino le major di Hollywood, strenue paladine del copyright, nacquero violando i brevetti di Tomas Edison; dovettero fuggire da New York alla California, in un sobborgo di Los Angeles chiamato Hollywood. E c'è il mondo della tecnologia, affollato di geni creativi inseguiti da avvocati.
Non è sempre stato così. Anzi, se vent'anni fa avessimo avuto gli stessi problemi di brevetti e denunce, tutta l'innovazione si sarebbe bloccata o quasi; lo disse nientemeno che Bill Gates nel 1991. E chissà dov'è finito lo spirito iconoclasta, quello de "i grandi artisti rubano" con cui Apple si dipingeva nel famoso spot del 1984.
E così Falkvinge afferma senza mezzi termini che "i monopoli sul copyright e sui brevetti non incoraggiano né l'innovazione né la creatività, piuttosto il contrario", e poi ancora che "il sistema è che le persone che sono arrivate al vertice vogliono i monopoli per garantire la propria posizione dominante, ed evitare che gente che fa qualcosa di meglio possa rimpiazzarli. È un gioco di potere".
E allora il sistema di copyright com'è oggi non funziona e dev'essere sostituito. Contro questa idea (innovativa?) ci sono i giganti del software, i produttori di musica e film, le case farmaceutiche e tanti altri. A favore tutti quelli che hanno delle idee, e di chi crede che la conoscenza debba essere un bene universale e di facile accesso, non un bene di cui fare mercato.
Picasso, un grande innovatore che riciclava il lavoro dei suoi predecessori
Un nuovo copyright non dev'essere sinonimo di "tutto gratis": piuttosto di rendere le conoscenze accessibili, di impedire che una grande idea sia irrealizzabile solo perché non si possono riciclare quelle altrui. Non è così che siamo arrivati dove siamo oggi, e non è così che possiamo continuare a progredire.
Le aziende moderne hanno diritto a difendere le proprie invenzioni, ma forse non è poi così ovvio pensare che se si permettono violazioni allora decadono tutte le motivazioni ad essere creativi, a innovare. Dopotutto l'essere umano ha sempre avuto un istinto naturale verso la conoscenza e l'invenzione, possibile che oggi servano leggi discutibili per stimolarci?


martedì 14 febbraio 2012

Guerrilla Knitting: combattere il grigiore della città a colpi di…lavori a maglia!


- Marta Albè -
Il Guerrilla Knitting, un coloratissimo fenomeno di autoproduzione ed abbellimento dell’ambiente urbano, sta prendendo sempre più piede in Cornovaglia, grazie all’attività di un gruppo di signore, di età compresa tra i 49 e i 97 anni, che si dedicano al cucito al lavoro a maglia per realizzaredecorazioni utilizzate per agghindare spazi comuni quali parchi ed aree verdi, ma anche strade rurali e di paese, caratterizzate dalla presenza ad esempio di panchine, staccionate e pontili usurati dal tempo, che necessitano di un variopinto tocco femminile.
Al pari del Guerrilla Gardening, il Guerrilla Knitting ha lo scopo di salvare dal grigiore e dalla trascuratezza gli spazi comuni in cui i cittadini si trovano ogni giorno a transitare distrattamente, ad esempio per recarsi verso il loro luogo di lavoro. Il gruppo di donne attive in Cornovaglia tiene al momento a mantenere il più possibile segreta la propria identità e a garantire l’effetto sorpresa delle proprie missioni alla ricerca del luogo giusto in cui mettere in mostra una delle proprie creazioni.
E’ così che nel gelo dell’inverno il tronco di un albero spoglio viene avvolto e riscaldato da uno scialle azzurro, arricchito da decine di fiori dagli allegri colori o che una colonia di topini gialli e azzurri, realizzati a maglia, si dispone in fila indiana lungo un parapetto grigio ed un po’malandato.
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Il gruppo delle Guerrilla Knitters britanniche sta escogitando qualcosa di speciale in occasione delle prossime Olimpiadi e quasi certamente con alcune delle loro creazioni provvederanno a creare un’atmosfera romantica in occasione di San Valentino, festa che nel Regno unito è dedicata non soltanto agli innamorati, ma anche alla riscoperta degli affetti famigliari e ad attività dedicati ai più piccoli di casa, tra cui spiccano la realizzazione di lavoretti fai-da-te e di piccole rappresentazioni teatrali, oltre alla recita di poesie.
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I loro lavori sono sempre più apprezzati dalla stampa britannica, dalle quali vengono citate sempre più di frequente. La loro attività sta raggiungendo una notorietà anche sovranazionale grazie alla creazione di una pagina Facebook ad essa dedicata, che conta già oltre 1500 sostenitori, che ne animano la bacheca con i loro commenti di apprezzamento. Il mese scorso si sono fatte notare anche a New York in occasione di una prestigiosa mostra di maglieria
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Le donne del gruppo sferruzzano durante il giorno, ma è dopo il tramonto che entrano in azione, in modo che i loro concittadini possano sorridere al risveglio trovandosi di fronte ad una delle loro sorprese: dei pon pon appesi ai rami degli alberi come piccoli frutti o lungo le cancellate, delle statue decorate da sciarpe e cappelli o bizzarri animaletti agli angoli delle strade. Piccoli, grandi, esempi di creatività, sintomo di un ritrovato desiderio di buonumore e di una voglia di fare che non muore mai.



Tratto da: Guerrilla Knitting: combattere il grigiore della città a colpi di…lavori a maglia! | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/02/14/guerrilla-knitting-combattere-il-grigiore-della-citta-a-colpi-di-lavori-a-maglia/#ixzz1mMME2EVe
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 







Ogni tanto nel turbinio delle mie letture masochistiche m'imbatto in qualcosa di strano e divertente, come quest'articolo che mi fa riflettere su come la leggerezza, la semplicità a volte siano stupefacentemente belle.
Tifo per le nonnine rivoluzionarie che chiazzano di colore il grigiume quotidiano